PARCO GIARDINO SIGURTÀ 2026 su Vertigo One

1 Via Cavour Valeggio sul Mincio

A partire da sabato 07 marzo 2026 alle 01:00 fino a giovedì 31 dicembre 2026 alle 23:00

Da poche settimane si è conclusa la stagione 2025 del gioiello naturalistico alle porte di Verona, ma c’è fermento per la riapertura di marzo 2026: una promozione d’inverno per gli abbonamenti stagionali e le attività di manutenzione per ripartire in primavera all’insegna della bellezza.

VALEGGIO SUL MINCIO (VR)- Conclusa il 15 novembre scorso una stagione da record per il Parco Giardino Sigurtà (450.000 visitatori), il lavoro al suo interno non si ferma: in vista della riapertura del 7 marzo 2026, il cuore naturalistico di Valeggio s/M propone una speciale promozione invernale per gli abbonamenti 2026, mentre lo staff continua a lavorare per rendere il Parco ancor più affascinante la prossima primavera.

Il Parco Sigurtà è uno dei giardini naturalistici più conosciuti in Europa, e negli anni (è aperto dal 1978) ha ottenuto riconoscimenti internazionali per bellezza e valore botanico.

ABBONAMENTO A PREZZO RIDOTTO DAL 2 AL 31 DICEMBRE

La Winter Promo è una promozione per gli abbonamenti 2026 pensata per famiglie, per chi ama la Natura e per gli appassionati di fioriture, o semplicemente per chi vuole ritagliarsi momenti di pace in uno dei tesori verdi più belli al mondo: si pensa infatti che un’ora tra gli alberi abbassi il cortisolo, ormone dello stress, più di una settimana di vacanza.

La Winter Promo è attiva dal 2 al 31 dicembre 2025sul sito web ufficiale del Parco:

  • 54 € anziché 80 € per l’adulto (-32,5%)
  • 26 € anziché 50 € per il ragazzo (5–14 anni)

Acquisto online: https://ticket.sigurta.it/abbonamenti

Per chi preferisce, invece, acquistare l’abbonamento direttamente al Parco, la biglietteria (ingresso da Via Cavour 1 – Valeggio s/M) sarà aperta dal 2 al 5 dicembre e dal 9 al 12 dicembre 2025, dalle 9.00 alle 12.00.

Un gesto semplice, un’idea per un regalo di Natale che profuma di terra e fiori, e che racchiude la possibilità di vivere un’intera stagione ricca di meraviglie: viali alberati, 18 laghetti, spettacolari fioriture come dalie, ninfee, ortensie, il celebre Polirinto, considerato uno dei labirinti verdi più belli al mondo (https://www.sigurta.it/news/parco/giuseppe-sigurt-inventa-il-termine-polirinto), il famoso Viale delle Rose che dato celebrità al Parco, il magnifico Grande Tappeto Erboso, la Fattoria per i più piccoli, il foliage autunnale e un fitto calendario di eventi. Senza dimenticare la storia plurisecolare del Giardino (il nucleo originario risale al 1407).

L’abbonamento riserva anche numerosi vantaggi:

  • ingressi illimitati per tutta la stagione 2026 (253 giorni)
  • un souvenir esclusivo
  • 2 ore omaggio di noleggio golf-cart elettrico
  • accesso riservato in anteprima al Parco il 6 marzo 2026

UN PARCO CHE PRENDE FORMA DURANTE L’INVERNO

Mentre la Natura del Parco si prepara al suo riposo stagionale, dietro le quinte prende vita un intenso lavoro che renderà ancora più sorprendente la riapertura del 7 marzo.

Nei 60 ettari del Giardino, che si trova ad una manciata di chilometri dal Lago di Garda, proseguono infatti i consueti e fondamentali interventi invernali:

  • Piantumazione dei bulbi di tulipano, a cura delle squadre di giardinieri: un’attività che richiede precisione ed esperienza e che porta avanti il progetto di aiuole speciali, strisce fiorite e nuove creazioni ideate da Giuseppe Sigurtà per la stagione 2026. Un lavoro silenzioso, quotidiano e prezioso, che darà vita alla magia di oltre un milione di bulbi tra marzo e aprile, per uno degli spettacoli floreali più emozionanti d’Europa (video racconto https://www.youtube.com/shorts/SfHd1gjHQvM)
  • Raccolta delle foglie per la pulizia dei viali, dimora di carpini, aceri, bossi secolari e molti altri alberi.
  • Salvaguardia dei prati e produzione del compostfertilizzante organico e ammendante naturale ottenuto dalla decomposizione di materiale organico, come scarti vegetali. 
  • Messa a dimora delle piante nelle serre, dove verranno custodite fino alla primavera.

Per seguire le iniziative e le news del Parco: sigurta.it e i canali social

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IL BROLO CINTO DE MURA
1407
L'antica storia del Parco Giardino Sigurtà risale al 14 maggio del 1407, quando, durante la dominazione veneziana di Valeggio sul Mincio, il patrizio Gerolamo Nicolò Contarini acquistò l'intera proprietà che al tempo aveva una funzione puramente agricola.

1417
Si trattava infatti di una fattoria o meglio, come ci raccontano antichi documenti, di un "brolo cinto de mura": terre coltivate con foraggi racchiuse all'interno di un'alta e sicura muraglia. Nell'ambito del brolo esisteva però anche un altro spazio: un piccolo e geometrico giardino, adiacente alla casa principale, dedicato all'ozio dei nobili.
È da qui che risalgono le antiche origini del Parco Giardino Sigurtà.
La storia del brolo continua e nel 1417, per dare lustro alla sua proprietà, il nobile Contarini fece costruire, su un edificio già esistente, una "Domus Magna". La struttura era caratterizzata da uno stabile principale, dove viveva la famiglia Contarini, e da abitazioni minori destinate ai dipendenti che lavoravano le terre.
LA LENTA TRASFORMAZIONE DELLA PROPRIETÀ AGRICOLA
1436
Dopo 29 anni di possesso, i figli del nobile Gerolamo Nicolò Contarini nel 1436 vendettero la tenuta alla famiglia Guarienti che ne rimase proprietaria per ben 180 anni, fino al 1616. Durante questo periodo si mantenne la struttura agricola della proprietà: l'area restò così suddivisa in appezzamenti destinati alla coltivazione di foraggi, al frutteto, all'orto e al bosco, dove veniva reperita non solo la legna destinata alla cucina e al riscaldamento, ma era anche zona di caccia per i Guarienti. 

Nel brolo c'era sempre lo spazio dedicato al giardino che, lentamente, iniziò ad ingrandirsi: così infatti ci testimonia un antico documento dell'epoca dove si legge che il brolo era attraversato da numerose strade panoramiche "per bellezza". Questo fa dunque intuire quanto l'amenità del luogo fosse apprezzata dai Guarienti che decisero quindi di rinunciare ad un potenziamento della produzione agraria per ampliare la superficie del giardino.

 

IL DIRITTO D'IRRIGAZIONE DAL FIUME MINCIO
1616
Il 1616 segna il passaggio della proprietà dalla famiglia Guarienti alla famiglia Maffei.
I Maffei apportarono grandi e significativi cambiamenti alla proprietà: il primo fu grazie al Conte Canonico Antonio che nel 1693 fece costruire al posto dell'antica "Domus Magna" una nobile e maestosa dimora, affidando il progetto ad uno dei più famosi e prestigiosi architetti del tempo Vincenzo Pellesina (1637-1700). 

1699
Alla volontà del Conte Canonico si deve anche la preziosa richiesta, risalente al 1699, di attingere acqua dal vicino fiume Mincio: questo diritto di irrigazione permise, verso gli esordi dell'Ottocento, l'ampliamento del piccolo giardino preesistente.
IL GIARDINO ALL'INGLESE DI IPPOLITO PINDEMONTE
L'opera fu realizzata grazie al Marchese Antonio Maffei (1759-1836), un uomo che le cronache del tempo descrivevano come un illuminato amante dell'arte, del bello e dei giardini, che decise di trasformare i 22 ettari della proprietà in un giardino romantico all'inglese: genere caratterizzato dall'accostamento di elementi naturali e artificiali, dove la natura non è mai incolta, anche se a volte, apparentemente, assume un carattere selvaggio.

1792
La scelta dello stile fu influenzata dal poeta Ippolito Pindemonte che nel 1792, ospite dello zio il Marchese Antonio Maffei, vide nella proprietà la presenza di una tipica atmosfera romantica all'inglese. Da questo incontro nacque così il germe dell'impronta romantica del futuro giardino di Valeggio sul Mincio, caratterizzato dal bosco in cui venne inserito un tempietto neo-gotico (oggi chiamato Eremo), un Castelletto del medesimo stile e la Grotta, un luogo "semplice, negletto e rustico" perfetto per la conversazione, la lettura e la musica.

1836
Tuttavia, nonostante il poeta veronese considerasse il giardino di concezione "romantica all'inglese", il Marchese Antonio Maffei nel suo testamento del 1836 lo descrisse ancora come un semplice "brolo cinto de mura". Nel tanto amato giardino di Valeggio sul Mincio, Ippolito compose anche un epigramma che recita così: "Sì Dilettosa Qui Scorre La Vita / Ch'io Qui Scrupolo Avrei Farmi Eremita", componimento che è stato inserito nella sua raccolta "Poesie Originali" e che oggi, per ricordare la sua illustre presenza, si può leggere su di una pietra collocata nel bosco a lui dedicato, all'interno del Parco Giardino Sigurtà.

 

IL PASSAGGIO DEI DUE IMPERATORI
1836
Nel 1836, alla morte del Marchese Antonio Maffei, l'intera proprietà passò alla figlia Anna, moglie del Conte Filippo Nuvoloni: dopo 210 anni si interruppe così la stirps Maffea ed ebbe inizio quella dei Nuvoloni che durerà per 93 anni (dal 1836 al 1929). 

1859
Nel 1859, durante le battaglie di Solferino e San Martino, giunsero al Parco gli imperatori Francesco Giuseppe I d'Austria e, successivamente, Napoleone III di Francia. Napoleone III occupò la Villa il 25 giugno e vi rimase fino al 7 luglio, pagando 45 franchi per ogni giornata di residenza, tanto quanto aveva pagato Francesco Giuseppe, 20 fiorini per la notte dal 23 al 24 giugno.

1902
La famiglia Nuvoloni segnò l'inizio del lento e fatale declino del giardino, che divenne visivamente evidente quando nel 1902 Laura e Francesca, figlie di Giuseppe Nuvoloni primogenito di Anna Maffei, divisero in due parti la superficie: ciò determinò la rovina di tutto il complesso che nel 1929 venne venduto a Maria Paulon, moglie di Cesare Sangiovanni (medico del luogo), che ne sarà proprietaria per dodici anni.
LA NASCITA DEL PARCO-GIARDINO
1941
La primavera del 1941 segnò l'inizio della proprietà da parte della famiglia Sigurtà: l'industriale farmaceutico, il Dottor Carlo Sigurtà, acquistò infatti da Maria Paulon il terreno, che era divenuto una sorta di ingombrante monumento in vendita ormai da diversi anni e fatalmente sradicato dalla storia e deprivato delle sue memorie.

Il Dottor Sigurtà iniziò la grandiosa opera di riqualificazione del parco e, grazie ad una multa di 15 lire, scoprì di avere un antico diritto di prelevare acqua dal fiume Mincio, possibilità dimenticata dai predecessori. Con l'irrigazione iniziò così la trasformazione delle ormai aride colline moreniche della valle del Mincio, che tornarono ad accogliere la lussureggiante vegetazione ed assunsero aspetti d'impareggiabile bellezza. Lentamente emersero anche la maestosità di alcune piante secolari e migliaia di preziosi bossi cresciuti nel sottobosco. Vennero ristrutturati anche l'Eremo, il Castelletto e la Grotta Votiva, con lo scopo di mantenere quella traccia di giardino storico ottocentesco tanto amato dal Marchese Maffei. Grazie alla passione e devozione di Giuseppe Carlo Sigurtà, il giardino non solo fu abbellito, ma crebbe anche nelle dimensioni: da 22 ettari originari assunse nel tempo le dimensioni attuali di 60 ettari.

 

I TEMPI MODERNI CON LA FAMIGLIA SIGURTÀ
Compagno inseparabile del Dottor Sigurtà in questa magnifica opera era il nipote Enzo, professore universitario e psichiatra: entrambi hanno dedicato energie e cure, agendo sempre con passione e pensando al bene di questo incantevole complesso ecologico.

1978
Il 19 marzo 1978, in una giornata soleggiata Carlo Sigurtà apre il Giardino al pubblico. I primi visitatori potevano entrare solo a bordo di una vettura, in quella che al tempo veniva chiamata “auto-guida”. Questa scelta cambiò radicalmente con l’avvento degli anni 2000, da quando il Parco è visitabile solo a piedi.
Oggi i figli di Enzo, Magda e Giuseppe, continuano con dedizione a preservare e a far conoscere questo tesoro verde, proseguendo il lavoro svolto dagli antenati. 

1990
Nel 1990 viene realizzata la Meridiana Orizzontale, progettata per avere una validità di 26.000 anni e nel 2011, dopo sei anni di costruzioni, è stato inaugurato il Labirinto, un percorso che si snoda su una superficie di 2500 metri quadrati e che accoglie 1500 esemplari di piante di Tasso.

In questi anni inoltre è stata fatta una approfondita ricerca sulla fioritura dei tulipani che colora il parco nei mesi di marzo e aprile, e ad oggi, con il suo milione di bulbi, è considerata la più importante del Sud Europa.
L'amore della famiglia Sigurtà nei confronti del Parco ha permesso di raggiungere risultati importanti, come i riconoscimenti di "Parco Più Bello d'Italia 2013" e di "Secondo Parco Più Bello d'Europa 2015", "World Tulip Award 2019" e "Miglior Attrazione al Mondo 2020". Ogni anno, da marzo a novembre, centinaia di migliaia di visitatori di diverse nazionalità visitano il Parco per godere dell'incantevole paradiso terrestre che si è preservato nella storia e che viene mantenuto e valorizzato giorno dopo giorno.